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La vera gioia
di Callegari Aldo (20-12-2003)
Esiste su questa terra ??????
E' la classica domanda da "cento milioni" (di Euro adesso...)
Che la gioia sia al centro di una affannosa ricerca da parte di tutti non si può negare.
Possiamo dire che siamo convinti tutti di non essere nati solo per soffrire,
ma al contrario per essere felici.
Se parliamo di "felicità" e di "dolore" in senso assoluto, sconfiniamo nella riflessione filosofica.
Diventano concetti idealizzati su cui l'umanità non ha mai finito di discutere e studiare.
Io vorrei per quanto possibile rimanere nell'ambito del nostro pensare comune.
Direi che la vita è fatta di momenti per così dire "felici o gioiosi" e di altri "tristi o dolorosi".
Diciamo che sono necessari tutti e due.
La tristezza e il dolore ci costringono a reagire per uscire da quello stato, rendendoci più forti, resistenti
e capaci di affrontare meglio i futuri momenti tristi. Paradossalmente un fatto vissuto negativamente
come il dolore, può diventare (se lo vogliamo), fonte di maturazione e crescita umana e spirituale.
La felicità e la gioia sono condizioni gratificanti indispensabili per dare senso alla nostra vita.
Non è così scontato essere capaci di gioire, ma si pùò imparare... Una persona equilibrata accetta dalla
vita sia le gioie che i dolori dimostrando maturazione stabilità è forza d'animo.
Dobbiamo stare in guardia dalla eccessiva mistificazione della ricerca del divertimento !!! a tutti i costi.
E' un sottoprodotto della "civiltà moderna". Uno dei tanti diritti acquisiti, stabilito non si sa da chi... Una specie di "inganno o suggestione", sfruttata a dovere dalla "civiltà dei consumi" che ci specula "a più non posso".
